Attenti ai limiti di navigazione

Unità senza Marcatura CE

Fino al 16.6.1998, le unità da diporto (natanti e imbarcazioni) sono state costruite e abilitate alla navigazione (entro sei miglia e senza alcun limite), sulla base dei criteri stabiliti dalla legge n. 50/71 e successive modificazioni. Per queste unità, poste sul mercato prima di tale data, non cambia nulla e continuano a rimanere abilitate alla navigazione entro sei miglia e senza alcun limite, con l’unica deroga per quei natanti riconosciuti idonei a navigare fino a 12 miglia dalla costa.
Attenzione: Una direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede che nel caso di sostituzione del motore con altro di maggiore potenza, indicata nel certificato di omologazione (per le unità omologate) ovvero quella riportata nella licenza di navigazione (per quelle non omologate), è necessario adeguare le parti interessate dalla rimotorizzazione ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria per le unità CE. In tale ipotesi o il nuovo motore ha la stessa potenza (o inferiore) a quello vecchio da sostituire, ovvero è opportuno prendere contatti con un organismo notificato (o affidato) per una valutazione preventiva delle parti da modificare e del costo da sostenere.
Nota: Le imbarcazioni, che sono munite di licenza di navigazione, possono uscire e rientrare tranquillamente sia nei Paesi dell’U.E. sia extra-comunitari. I natanti che durante le vacanze vengono portati fuori dei Paesi comunitari, non essendo prevista per essi alcuna certificazione o documento che li riconducano al Paese di bandiera, rischiano di non poter rientrare perché senza marchio CE. A tale scopo, all’uscita dall’Italia, è opportuno chiedere all’ufficio doganale di certificare che il mezzo nautico si porta al seguito per turismo (con accurata descrizione delle caratteristiche tecniche costruttive anche del motore a bordo poiché il codice della nautica ha soppresso il certificato d’uso).
Le tensioni internazionali degli ultimi tempi hanno indotto i Paesi rivieraschi ad esercitare una maggiore attività di vigilanza lungo le coste e sul mare territoriale.
In tale quadro la Guardia di Finanza, per contrastare il traffico di valuta, ha esteso i controlli in mare anche ai movimenti di capitali dal territorio nazionale verso l’estero e dall’estero in direzione del nostro Paese. In proposito si accenna che per trasportare sulle unità da diporto somme d’importo superiore ai 10.000 Euro, per ogni persona a bordo, titoli e valori mobiliari in euro o in valuta estera, è necessario preventivamente dichiarare il controvalore all’Ufficio Italiano dei Cambi (U.I.C). Maggiori informazioni possono essere assunte presso i Comandi della G. di F.

Unità con Marcatura CE
Successivamente al 16 giugno 1998, con la piena entrata in vigore della normativa comunitaria (che a seguito dell’assorbimento chiameremo codice della nautica), le unità da diporto per essere commercializzate nell’ambito dei Paesi comunitari devono rispondere ai requisiti essenziali in materia di sicurezza, di salute, di protezione dell’ambiente e dei consumatori e riportare il Marchio CE.
Il codice della nautica prevede quattro categorie di unità, distinte con le lettere A, B, C e D, progettate e costruite in funzione della forza del vento e dell’altezza significativa delle onde che l’unità può affrontare. Rientra nella responsabilità dello skipper utilizzare la barca nei limiti della categoria di progettazione assegnata dal costruttore, secondo le indicazioni riportate nel manuale del proprietario che accompagna la barca.
Le nuove specie di navigazioni sono:
 .  categoria A: senza limiti;
 .  categoria B: con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 m. (mare agitato);
 .  categoria C: con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 m. (mare molto mosso);
 .  categoria D: per la navigazione in acque protette, con vento fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino     a 0,3 m.
La categoria di progettazione determina le condizioni meteo-marine entro le quali l'unità può navigare con sicurezza.
Riassumendo, le imbarcazioni da diporto CE, delle categorie A,B,C e D, possono navigare a qualsiasi distanza dalla costa ma devono rispettare le condizioni meteo-marine stabilite per ciascuna categoria di progettazione. Lo skipper potrà incontrare anche vento più forte e onde più alte, ma tutto è affidato al suo senso di responsabilità, alla sua esperienza e alle capacità marinaresche.
La vigente normativa in materia di sicurezza è improntata alla responsabilizzazione del conduttore, nello spirito delle regole comunitarie e del codice della nautica, in materia di requisiti di sicurezza delle unità con marchio CE, ed alla loro idoneità a navigare in determinate condizioni di vento e di mare. Rientra nella responsabilità del conduttore verificare che alla partenza sia presente a bordo personale qualificato sufficiente a formare l’equipaggio, in relazione alla navigazione da effettuare, alle condizioni meteo-marine, alla distanza dalla costa e dai porti sicuri.

Navigazione nelle acque interne
Il codice della nautica, superando le incertezze del passato, impone ai proprietari di unità da diporto di lunghezza superiore a m. 10, non iscritte o cancellate dai registri delle imbarcazioni da diporto, in quanto destinate alla sola navigazione nelle acque interne, di provvedere alla loro iscrizione entro 90 giorni dalla data di entrata del codice stesso, termine scaduto il 13.12.2005. Coloro che non lo avessero ancora fatto possono procedere all’iscrizione ma sono soggetti alle sanzioni amministrative previste dal codice della nautica. La norma prevede che in mancanza del titolo di proprietà, può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con sottoscrizione autenticata, comprensiva dell'attestazione che l'unità ha navigato esclusivamente in acque interne. Alla domanda d’iscrizione va allegata la documentazione tecnica (per le unità CE: dichiarazione di conformità e copia dell’attestazione CE del tipo (per le unità oltre i 12 m.) o l'attestazione di idoneità (se l’unità è del tipo Non-CE) rilasciata da un organismo notificato o autorizzato, nonché la dichiarazione di potenza dell’apparato motore (per i motori entro-fuoribordo). Le unità già iscritte e poi cancellate dai registri delle imbarcazioni da diporto, possono essere nuovamente immatricolate presso il medesimo ufficio sulla base della documentazione di proprietà e tecnica agli atti. L’ufficio può disporre, a spese dell'interessato, una visita di ricognizione dell'unità da parte di un organismo tecnico. Al termine del procedimento viene rilasciata la licenza di navigazione e il certificato di sicurezza.