Sicurezza in mare

Le statistiche dimostrano che, purtroppo, è in aumento il numero di incidenti in mare causati dal naviglio da diporto. Si tratta di incendi a bordo, di investimenti di bagnanti e di sub, di collisioni, di incagli e così via, come possiamo apprendere dai media specie durante la stagione estiva.
Un tale incremento, che trova in parte la sua giustificazione nel maggior numero di unità da diporto in attività rispetto agli anni scorsi, è dovuto essenzialmente a due cause: da una parte l'aumento della potenza installata con conseguente aumento della velocità e dall'altra all'inosservanza delle norme contenute nelle ORDINANZE emanate dalla Capitaneria di Porto/Guardia Costiera, il cui contenuto ogni diportista è tenuto a conoscere e rispettare: riguarda la disciplina della navigazione nella fascia litoranea, che è appunto quella dove avviene la maggior parte degli incidenti.

La Lega Navale Italiana invita tutti i diportisti ad una più attenta conoscenza delle norme in vigore e ad un più corretto comportamento marinaresco, in particolare per quanto riguarda:
 .  L'osservanza delle regole per evitare gli abbordi in mare.
 .  La completezza e l'aggiornamento delle dotazioni di sicurezza obbligatorie.
 .  La massima moderazione per quanto riguarda la velocità, in particolare sottocosta.
 .  Il controllo dell'efficienza delle apparecchiature di navigazione e, in particolare, quelle per le comunicazioni      radio.
 .  La conoscenza delle previsioni meteomarine della zona dove si intende navigare.

Un corretto comportamento marinaresco, non lascia spazio all'imprudenza, Governare una barca non equivale a guidare un'automobile,sia perché a mare non ci sono segnaletiche ed avvertenze, sia perché le barche non hanno i freni e quindi deve essere mantenuta una velocità di sicurezza in modo da poter agire in maniera appropriata ed efficiente per evitare abbordaggi e poter arrestare il mezzo entro una distanza adeguata alle circostanze ed alle condizioni del momento (visibilità, densità di traffico ecc.).

I paragrafi che seguono riportano una sintesi delle regole sugli abbordi in mare. Le informazioni sulle dotazioni di sicurezza obbligatoriamente da tenere a bordo si possono trovare alla voce "Norme Nautiche" di questo sito WEB.

Cosa fare una volta lasciato l'ormeggio?
Esistono delle leggi scaturite dall'esperienza di generazioni di marinai. Non basta però la sola conoscenza di esse, è necessario che ciascuno di noi le faccia proprie ed acquisti una corretta ed esatta mentalità comportamentale. Occorre quindi prendere in considerazione le norme che regolano la buona condotta di una imbarcazione in mezzo ad altre.
Per far questo necessita innanzi tutto una grande attenzione e vigilanza che troppo spesso sono attenuate da stanchezza, eccessiva fiducia nelle proprie capacità, un buon vinello e dal mal di mare.
E' proprio qui che si nasconde l'insidia ed il rischio di un abbordo in mare.

Il 27 dic 1977 il Capo dello Stato ha ratificato il Regolamento Internazionale del 1972 per prevenire gli abbordi in mare, meglio conosciuto come COLREG 72.
Tale regolamento è diviso in tre parti:
 .  la parte A  tratta le generalità, le responsabilità, e le definizioni generali;
 .  la parte B  tratta le regole di governo e di manovra;
 .  la parte C  tratta i fanali ed i segnali

Diciamo subito che le norme della COLREG 72 sono basate non tanto sui diritti, ma sui doveri di ciascuno; non dice "..la nave A ha la precedenza sulla nave B " in modo categorico, ma in maniera più sottile e reale "..la nave B deve dare precedenza alla nave A e quest'ultima deve mantenere immutata la propria rotta e la propria velocità, salvo il caso in cui la nave B non l'abbia avvistata". In tal caso la nave A può prendere l'iniziativa di manovrare per evitare l'abbordaggio, non appena risulti evidente che la nave, che deve lasciar libera la rotta, non sta manovrando in maniera opportuna in conformità alle presenti regole.

La regola 7, comma a dice:
"ogni nave deve usare tutti i mezzi a disposizione ed adatti alle circostanze ed alle condizioni del momento per stabilire se esiste il rischio di abbordaggio, in caso di dubbio il rischio deve ritenersi esistente". Il dubbio nasce la prima volta che uno lo pensa, dopo può essere tardi.

Il rispetto di queste regole ed il facilitare l'altrui manovra, fa parte di quello che si chiama buona condotta dell'imbarcazione. Un buon marinaio non si troverà mai nelle condizioni di dover effettuare una manovra disperata all'ultimo momento.

Le manovre per evitare gli abbordi in mare
Due unità sono in rotta di collisione quando ciascuna di esse rileva l'altra sempre sotto lo stesso angolo, per esempio sempre in corrispondenza del terzo candeliere e vede l'altra nave sempre più vicina.

Che cosa bisogna fare? Prima di tutto bisogna individuare in quale settore dell'orizzonte si trova il bersaglio; per semplificare le cose introduciamo i fanali di navigazione.
Un'imbarcazione deve mostrare oltre al fanale di testa d'albero a pruavia di 225° (112,5° per lato), due fanali di via laterali: uno rosso a sinistra ed uno verde a dritta ciascuno dei quali deve coprire un angolo di 112,5°. Inoltre deve mostrare un fanale di coronamento poppiero che deve coprire un angolo di 135° (67,5° per lato).

Con un poco di fantasia il bersaglio si può trovare nel settore verde (a dritta), rosso (a sinistra) o bianco (a poppavia).
Ora ricordiamo la filastrocca:
dai rosso al rosso e verde al verde
e avanti pure la nave non si perde
se alla tua dritta, al verde il rosso appare,
mano al timone e a dritta tieni il mare
se alla sinistra il verde tu rilevi,
dritta è la via, manovrar non devi
non incrociar la rotta ad un veliero,
se dubbio v'è d'abbordo, anche leggero
se c'è neve, foschia o nebbia folta,
sii cauto e lento ed i segnali ascolta
se a pruavia alcun segnale avverti,
ferma, poi avanza adagio stando allerta
tu dagli eventi prenderai consiglio,
lesto e sicuro in subito periglio
e non dimenticar che all'uomo dice Dio
aiutati tu che poi ti aiuto anch'io.


Supponiamo che il bersaglio si trova nel nostro settore verde, esso ha due possibilità:
 .  si muove nel suo 1° o 2° quadrante; in tal caso ci mostra il verde per cui verde al verde non vi è rotta di      collisione.
 .  si muove nel suo 3° o 4° quadrante; in tal caso ci mostra il rosso per cui (".se alla tua dritta, al verde il rosso      appare mano al timone e a dritta tieni il mare") bisogna accostare a dritta finché il bersaglio dal nostro settore      verde non passa in quello rosso; in altre parole bisogna puntare la nostra prua sulla sua poppa. In tal caso      rosso al rosso non siamo più in rotta di collisione. Questo bisogna farlo con ragionevole anticipo perché un      handicap che abbiamo è quello di non riuscire ad apprezzare la velocità dell'altro che potrebbe arrivarci      addosso in poco tempo. Di notte poi, si vede solo una luce rossa, ma non sappiamo a che distanza sta.
Altra manovra possibile, ma poco consigliabile è quella di accostare a sinistra finché il bersaglio non entra nel nostro settore bianco; in tal caso esso è una nave che raggiunge un'altra e deve lasciar libera la rotta alla nave raggiunta.
Attenzione però che nel caso in cui la nave raggiungente sorpassa, lo fa sul nostro lato dritto per mantenersi il suo settore verde libero e questo ci impedisce di accostare a dritta, nostra via di fuga, in caso di qualunque altro ostacolo.

I bersagli che si trovano nel nostro settore rosso possono:
 .  navigare nel loro 1° o 2° quadrante; in tal caso alla loro dritta "al verde il rosso appare", quindi mano al timone e      a dritta devono tenere il mare. Nel caso in cui non dovessero manovrare in maniera opportuna ed in conformità      alle regole, se prendiamo noi l'iniziativa di manovrare per evitare l'abbordaggio non dobbiamo, se le circostanze      lo permettono, accostare a sinistra.
 .  navigare nel loro 3° e 4° quadrante; in tal caso mostrano "rosso al rosso" e non vi è rotta di collisione.

E' evidente da quanto fin qui detto che conviene tenere il nostro settore verde sgombro; è la nostra via di fuga. Nel caso di più bersagli, si inizia a considerare quello più vicino.

Le regole per la navigazione a vela
Per quanto riguarda la navigazione a vela:
 .  una barca con mure a sinistra deve lasciar libera la rotta ad una con mure a dritta;
 .  una barca con mure a dritta deve lasciar libera la rotta ad un'altra barca con mure a dritta ma sottovento ad      essa;
Non è sempre vero, quindi, che una barca con mure a dritta è la regina dei mari, anche perché essa comunque deve lasciar libera la rotta ad una barca che non l' ha vista o che non manovra.

Quando con la barca a vela si incrocia una nave, essa deve lasciar libera la rotta, ma la prima domanda che sorge spontanea è "ci ha visti?", "può accostare?" Tenuto conto che le barche piccole sono assimilabili ai pedoni, quanti pedoni sono stati investiti da grosse auto sulle strisce pedonali pur avendo ragione? Basta questo per rendersi subito conto che il buon senso suggerisce di allontanarsi in modo deciso e con sufficiente anticipo dalla sua rotta, prima che essa intraprende la manovra di accosto.

".qui giace Agesilao Giampitto
che quando aveva ragione andava dritto,
aveva ragione, è andato dritto,
ora che è morto, è come se avesse avuto torto"


All'entrata di un porto
Le disposizioni concernenti la navigazione in mare, non valgono nei canali ed all'entrata ed all'uscita dei porti dove le regole fondamentali sono:
 .  mantenere la dritta; quindi uscire a lento moto sotto il fanale rosso ed entrare sotto quello verde;
 .  non incrociare la rotta alle navi che, anche a causa dei loro pescaggi, devono seguire i binari di ingresso e di      uscita e non possono diminuire la velocità altrimenti non riescono più a manovrare.

Segnali sonori
Ogni nave deve essere fornita di fischio di adeguata frequenza e campo di udibilità;
 .  un suono breve, vuol dire "sto accostando a dritta";
 .  due suoni brevi, vuol dire "sto accostando a sinistra";
 .  tre suoni brevi vuol dire "vado indietro con le macchine";
 .  cinque suoni brevi vuol dire "non capisco la vostra manovra".