A quali distanze dalla costa possono navigare i natanti

Natanti senza Marcatura CE
I natanti da diporto, costruiti in base alla vecchia legge 50/1971 (con esclusione di quelli da spiaggia denominati iole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò e acquascooter, disciplinati dalle ordinanze locali), possono navigare:
 .  entro sei miglia dalla costa: se prototipi;
 .  entro 12 miglia dalla costa: se prodotti in serie e abilitati alla navigazione senza alcun limite. Tali unità devono     essere munite della certificazione di omologazione e della dichiarazione di conformità da tenere a bordo nel     corso della navigazione;
Le unità da diporto, iscritte nei registri e poi cancellate, abilitate alla navigazione senza limite, possono navigare entro 12 miglia dalla costa, a condizione che siano munite dell’estratto del Registro delle Imbarcazioni da Diporto (R.I.D) dal quale si rilevano gli estremi dell’abilitazione.
I singoli natanti (prototipo o di serie non omologata), per navigare a fino a 12 miglia devono essere riconosciuti idonei da un organismo notificato o autorizzato.
Per ottenere la certificazione basta prendere contatti con un qualsiasi organismo tecnico ai fini della visita del natante e del rilascio dell’attestazione di idoneità (non è previsto che il documento debba essere vistato dall’Autorità marittima).
Gli acquascooter possono navigare fino ad un miglio dalla costa, ma per la loro condotta, senza tener conto della potenza del motore, è obbligatoria la patente nautica. Le modalità di circolazione di detti mezzi e le dotazioni di sicurezza da tenere a bordo, sono stabilite dalle ordinanze delle autorità marittime locali. Il regolamento al codice consente di utilizzare tali mezzi anche come “tender” a bordo ma in questo caso quando al largo, l’acquascooter (recante l’indicazione“tender to…”) può navigare fino alla distanza di un miglio dall’unità madre.

Natanti con Marcatura CE
I natanti da diporto con marchio CE, a similitudine delle imbarcazioni, possono navigare, secondo la normativa sulla nautica, a qualsiasi distanza dalla costa nei limiti delle condizioni meteo-marine (di vento e di mare) stabilite per ciascuna categoria di progettazione. Sulla questione però bisogna fare alcune considerazioni di diritto internazionale. La Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare del 1982, recepita con legge n. 689/1994, prevede che per le unità in navigazione fuori delle acque territoriali deve esistere uno stretto legame nave/bandiera, secondo il principio del “genuine link”, comprovato dai documenti di bordo. I natanti, com’è noto, non sono iscritti nei registri e pertanto non sono muniti dei documenti che ne attestino la nazionalità.
Nell’alto mare la polizia della navigazione è esercitata dalle navi militari degli Stati che hanno aderito alla convenzione e che, pertanto, possono procedere anche all’inchiesta di bandiera e al sequestro dei mezzi nautici, qualora ne ricorrano gli estremi. Non è superfluo quindi mettere sull’avviso i diportisti sui rischi che si possono correre quando la navigazione con un natante si svolge fuori delle acque territoriali (oltre le 12 miglia dalla linea di base).

Navigazione con i natanti da diporto all'estero
I natanti per recarsi all’estero non hanno bisogno di alcuna autorizzazione. Ma nei Paesi dell’Unione europea tali unità non hanno lo stesso requisito della lunghezza. Anche i documenti di bordo sono diversi nei vari Paesi dell’U.E. poiché mancano regole comuni e ciò può creare qualche problema ai diportisti italiani che navigano all’estero, come già avvenuto nel passato con le autorità francesi. Ma ora la questione, per quanto riguarda quest’ultimo Paese, è superata poiché è intervenuto un accordo tra il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e l’Addetto Doganale dell’Ambasciata francese, il quale prevede che i natanti che navigano nelle acque francesi devono avere a bordo:
a) la polizza di assicurazione dell'unità contenente il nome del suo proprietario;
b) la fattura d'acquisto del natante, se disponibile;
c) ove il mezzo nautico fosse utilizzato da un soggetto diverso dal proprietario o se la polizza assicurativa fosse     intestata ad altro, è sufficiente un’attestazione a firma del proprietario (meglio se tradotta anche in lingua     francese) o del titolare dell’assicurazione rilasciata alla persona che utilizza il natante.
Ma se i problemi con la vicina Francia sono stati risolti, non si può dire altrettanto con gli altri Paesi che si affacciano sull’Adriatico o sul Mediterraneo,specie quelli della costa africana.

Navigazione negli specchi acquei o sottocosta
Con la riforma della nautica, la navigazione costiera con le unità da diporto è disciplinata dal Capo del Compartimento. Le ordinanze stabiliscono i limiti entro i quali la navigazione a motore è vietata, generalmente nella fascia dei 300-500 metri dalla costa (o altre distanze come nelle zone adriatiche) tra le ore 08.30 e le 19.30 in cui, per ragioni di sicurezza dei bagnanti, si può navigare solo a remi.
Attenzione: nella fascia costiera dei 1.000 metri la velocità delle unità non deve superare i 10 nodi.
La partenza e l’atterraggio sono consentiti alla seguenti condizioni:
a) nei corridoi di atterraggio (in cui è vietata la balneazione). Il mezzo deve attraversare il corridoio a lento moto     (la velocità, come all’interno dei porti, non deve superare i 3 nodi).
b) nelle zone senza corridoi, non frequentate da bagnanti (indicate nelle ordinanze), bisogna procedere a lento     moto, perpendicolarmente alla spiaggia, adottando tutte quelle precauzioni atte ad evitare incidenti. Le unità di     lunghezza superiore ai 7 m. quando sono alla fonda, devono mostrare dove è meglio visibile un pallone nero di     diametro adeguato.